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“PIACERE SIAMO GIULIA e ANDREA”

Sono in carrozzina.

Ho avuto un incidente stradale più o meno 8 anni fa. Ero in moto, trasportata dietro, la dinamica dell’incidente non la ricordo; so solo che ad un certo punto siamo scivolati. Non ho mai perso coscienza durante l’incidente, ma ricordo bene poche cose.

All’inizio pensavo solo di essermi rotta il piede, avevo male solo lì!

Poi pian piano il dolore è arrivato alla schiena… da lì ricordo l’ambulanza e poi l’ospedale…

insomma.. dopo l’operazione e l’anestesia, aperti gli occhi non muovevo le gambe!

Poco dopo arrivò la diagnosi di paraplegia incompleta. Ma la verità, lo capiamo tutti prima dei dottori, è che… la vita è cambiata.

Già, aperti gli occhi, lo realizzi… capisci che nulla sarà come prima.

Il ricovero e la vita in ospedale

Il giorno dell’incidente, il 06/10/2011, fui ricoverata per circa 9 mesi in ospedale.

Quindi uscii di casa!

Durante il ricovero trovai dei veri amici e una nuova famiglia, 9 mesi in ospedale sono tanti e alla fine alle persone ti affezioni davvero. Ci sono persone con le quali hai il cuore collegato e nemmeno il tempo potrà dividere il legame che hai con loro.

Durante il ricovero si fa fisioterapia, ti insegnano a gestire ed usare una carrozzina, e ti spronano a vivere una vita più normale possibile.

Devo tantissimo alle persone in carrozzina che ho conosciuto lì, alcune sono diventate dei miei idoli, e vedere loro viaggiare, avere famiglie, lavorare, ha messo coraggio anche a me.

Giulia Lamarca durante la fisioterapia dopo Incidente

Il mio futuro marito…

Lì ho conosciuto Andrea, vi starete chiedendo chi è!

Beh, ecco Andrea era uno studente al 2° anno di fisioterapia, stava facendo tirocinio dove ero ricoverata io.

Ai tempi, il caso volle che fu affiancato a me!

Insomma, lui narra che per lui fu un colpo di fulmine; per me non fu così.

Io mi ero da poco lasciata con il ragazzo dell’incidente e sinceramente non sapevo come riprendere in mano la mia vita. Ero abbastanza instabile.

Andrea, era il mio “fisioterapista”, finito il tirocinio mi scrisse… io non risposi… poi mi riscrisse ed io non risposi… finché un giorno un mio amico mi regalò dei biglietti per un evento di motocross ma quel giorno lui aveva avuto un imprevisto, quindi ero sola… insomma… mi venne in mente Andrea. Così chiesi a lui e lui disse di sì! Da lì, Andrea è stato il mio migliore amico.

Passavamo un sacco di tempo insieme e parlavamo davvero tanto… lui mi disse che era innamorato ed io gli dissi la verità: ovvero che non sapevo niente della mia vita.

La frase che porto nel cuore

Lui fece qualcosa che, ragazzi, ancora ad oggi trovo meraviglioso.

Mi disse: “Sai, io ho una teoria: qualcuno deve esserlo!“, io dissi: “Cosa?”, lui: “Qualcuno deve esserlo e basta!”. Io capii benissimo cosa intendesse. Lui mi guardò dritto negli occhi e mi disse: “Io sarò il tuo “qualcuno deve esserlo”, quindi sarò quello di cui tu avrai bisogno, se hai bisogno di uno forte, sarò forte, se qualcuno deve essere il tuo amico, lo sarò io, se hai bisogno di urlare io sarò quello che ti ascolterà”.

Beh… che dire.. l’ha detto e l’ha fatto… lui è stato tutto ciò di cui io avevo bisogno… e me ne sono innamorata.

Il primo anno dopo l’incidente

Non fu facile il primo anno, io non credevo possibile che qualcuno potesse amarmi essendo in carrozzina, ma lui aspettò e mi dimostrò sempre che invece era proprio così: amava me!

Alla fine un giorno mi diede un ultimatum , dicendomi: “Io ti voglio. Adesso è passato un anno. Tu cosa vuoi?”.

Io mi ricordo come se fosse ieri il giorno che scelsi Andrea, era un mercoledì, pioveva, ed io, mentre ero in macchina, capii che volevo passare il resto della vita con lui.

Insomma da lì in poi… ne sono passate di cose, viaggi, traslochi, convivenza… ma alla fine è arrivato davvero quel giorno!!

“Giulia Lamarca, vuoi sposarmi?”

E così è successo: a Parigi, in un aeroporto, durante un viaggio, una proposta di matrimonio con un anello mozzafiato.

I NOSTRI VIAGGI

PERCHÉ UN BLOG DI VIAGGI?

Viaggiare in carrozzina alle volte (la maggior parte…) è complicato.

Ma credo davvero che con una buona dose di PERSEVERANZA (testa calda) e AUDACIA (scatti d’ira) ci si possa riuscire!

Però non tutti hanno queste due grandi doti innate, ecco perché penso che il mio blog possa essere d’aiuto.

…inoltre il mio amore ed il mio bisogno di viaggiare sono nati subito dopo il mio incidente.

Ora viaggiare per me significa LIBERTÀ, è il mio modo di CAMMINARE nel mondo ancora con le mie gambe. Mi permette infatti di lasciare il passato alle spalle e reinventarmi ogni volta.

Le persone non conoscono quella che ero e vedono solo quella che sono!

Vieni a leggere i miei ultimi post

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MISSION

Qual è il nostro obiettivo?

Vogliamo fare tutte le meraviglie del mondo!

Desideriamo quindi mettere la nostra bandierina sulla cartina di casa.

Perché?

Semplice!
Crediamo che le bellezze del mondo debbano essere accessibili a tutti,
poiché riteniamo che sia un diritto potersi stupire e gioire di alcune mete.